Chernobyl Igor Kostin cratere esplosione

Ero poco più di un bambino all’epoca, avevo 8/9 anni, ma ricordo chiaramente alcuni flashback di quel giorno: era il 26 aprile 1986

Rammento le edizioni speciali ai telegiornali, le cartine colorate che visualizzavano il progredire della nube radioattiva. Mi sembra ancora di sentire i  miei genitori decidere se prendere o meno i prodotti dell’orto col rischio che fossero contaminati. Vedo mia mamma che cercava di spiegarmi come fosse opportuno, per un breve periodo, non uscire e stare in casa.

Vivevo ogni giornata filtrata dalla fervida fantasia di un bimbo. Ed ecco che le nubi in cielo diventavano mostri portatori di radiazioni e quegli uomini, bardati con maschere mai viste prima, assumevano le sembianze di alieni o astronauti. di chissà quale universo.

Sarà per tutto questo che, ancora oggi, i fatti di quei terribili giorni mi suscitano ancora mistero e una curiosità quasi reverenziale.

Voglio quindi raccontarvi e mostrarvi le foto più significative di Igor Kostin, uno dei cinque foto reporter che erano li, per documentare, a rischio della propria vita.

Igor Kostine il fotografo di Chernobyl 26 aprile 1986

Igor Fedorovich Kostin è stato un fotografo russo nato nel 1936. All’epoca del disastro lavorava per l’agenzia di Kiev Novosti Press Agency (APN). 

Come racconta nel suo libro, “Confessioni di un reporter”, quella notte fu chiamato da un suo amico elicotterista per accompagnarlo durante un volo di ricognizione, in seguito alla segnalazione di un incendio nella centrale. 

Si trovò quindi a sorvolare, per primo, il cratere dell’esplosione e il suo racconto è così vivido da far seccare l’aria in gola

Purtroppo le radiazioni rovinarono l’intero rullino che si ricoprì da una patina chiara. Si salvò solo una fotografia che l’agenzia non pubblicò ma che divenne, negli anni a seguire, il simbolo della catastrofe.

Nei mesi successivi seguì e documentò l’opera epica dei liquidatori, ovvero quegli operai che ripulirono il tetto del reattore e realizzarono il famoso sarcofago.

Di grande impatto storico e sociale fu anche tutta la documentazione che raccolse sugli effetti delle radiazioni sulle persone.

Nella sua carriera di foto giornalista fu impegnato anche come reporter di guerra nelle maggiori azioni militari russe come, ad esempio, le guerre in Vietman e in Afghanistan.

Ci ha lasciato pochi anni fa, nel 2015, vittima di un’incidente stradale alla periferia di Kiev.

I liquidatori ripresi al lavoro da Igor Kostin.

Igor Kostin chernobyl disastro nucleare 26 aprile 1986 i liquidatori
Igor Kostin chernobyl disastro nucleare 26 aprile 1986

I liquidatori erano dei lavoratori (circa 600000 ex militari addestrati per questo tipo di emergenze) addetti alla pulizia e alla bonifica del reattore e delle zone circostanti e, successivamente, alla costruzione del sarcofago

Armati di badile e delle loro sole braccia dovettero spostare tutti i blocchi di grafite e di macerie, pesanti anche diversi kg.  Avevano 2 minuti di tempo per ogni operazione anche se il limite di secondi, per evitare una dose mortale di radiazioni, era di 40.

Queste figure non vanno però confuse con i soccorritoriche furono i primi ad intervenire nello spegnere l’incendio. Erano 1057, essenzialmente dipendenti, pompieri e personale della struttura poco o niente equipaggiati. Sono stati loro i veri eroi in questa tragedia, molti sacrificandosi con consapevolezza.

Igor Kostin chernobyl disastro nucleare 26 aprile 1986

Le ripercussioni sulla salute e sull’integrità di queste persone furono disastrose.

In molti morirono nel breve tempo e tantissime furono le patologie che si manifestarono, soprattutto tumorali.

L’amputazione degli arti divenne una pratica medica molto comune sia per le malformazioni che per le ustioni.

Il cancro alla tiroide negli anni successivi arrivò ad una crescita del 4000%. 

Ma le conseguenze non finirono qui e si ebbero ripercussioni anche sulle generazioni successive: nacquero bambini con problemi cromosomici e difetti di origine genetica.

Igor Kostin chernobyl disastro nucleare 26 aprile 1986 i liquidatori

Libri consigliati.

  • Chernobyl. Confessioni di un reporter
Share on facebook
Share on linkedin
Share on twitter
Share on pinterest
Share on email
Share on whatsapp
Share on print
attendibilità sito web fake news

Cattiva informazione sul web: come difendersi.

Facebook Twitter Pinterest Con l’avvento della pandemia Covid-19 un altra catastrofe si è abbattuta sul nostro povero pianeta, un flagello intellettuale: l’infuriare delle fake news e il diffondersi della cattiva informazione con il risultato di aggravare uno stato di confusione già difficilmente gestibile. Dopo questa premessa veniamo al sodo. Ti

Read More »
distanziamento sociale social distancing covid 19

Covid 19 e distanziamento sociale

Facebook Twitter Pinterest Distanziamento sociale. Grazie al Covid 19 abbiamo riscoperto, nel nostro linguaggio, questa locuzione che non eravamo abituati a sentire. Scopriamo insieme in cosa consiste e come la tecnologia può venirci in aiuto. La pratica del distanziamento sociale non è un’invenzione dei giorni nostri: storicamente il primo isolamento forzato dei

Read More »
Charlie_Chapli_Il_Grande-_Dittatore_Lavazza_Good_Morning_Humanity

Lavazza e Chaplin, campagna Good Morning Humanity 2020

Facebook Twitter Pinterest Uno dei discorsi più emozionanti della storia del cinema torna, grazie alla campagna pubblicitaria di Lavazza, a far riflettere e commuovere. In questo periodo difficile, dove il caos e il negativo ci assalgono con il loro fardello di morte e di disperazione, la nuova campagna pubblicitaria di

Read More »